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ASSEMBLEA CITTADINA E MOBILITAZIONE CONTRO LE CONDANNE DEL 28 GENNAIO

Sette anni di carcere per aver protestato contro la guerra. Questa è la sentenza che il Tribunale di Firenze ha emesso il 28 gennaio 2008 per 13 manifestanti che il 13 maggio 1999, in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base contro la guerra della Nato nella ex Jugoslavia, “resistettero” alle cariche sotto il Consolato Usa. 7 anni per resistenza aggravata. E’ chiaro che l’unica aggravante in una sentenza così vergognosa è quella politica. La stessa volontà di vendetta presente nella sentenza di Genova, Torino, Cosenza e nelle inchieste e nei processi di Bologna e Milano.

Queste sentenze vogliono sancire lo slittamento del conflitto sociale all'interno della normativa penale. Una normativa ed un diritto penale, che rimane legato al Codice Rocco del ventennio fascista, e prevede di fatto tali pene (fino a 15 anni) così pesanti per reati connessi all’ordine pubblico, come quello di resistenza a pubblico ufficiale. Per lo stato la conflittualità politica non è ammessa, e l’incompatibilità con il sistema istituzionale si paga a caro prezzo. Declinare e rinchiudere 10 anni di movimento nelle aule giudiziarie, questo crediamo sia il senso di questa come di innumerevoli altre storie giudiziarie. (Continua)

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E LO STATO SI VENDICA... 7 ANNI PER GLI IMPUTATI

Una sentenza vergognosa per chi ha manifestato contro la guerra del 1999 contro la Jugoslavia a Firenze

Sette anni(!) di condanna a testa per tutti e tredici gli imputati del movimento fiorentino nel processo per le cariche della polizia sotto il Consolato degli Stati Uniti, in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base del 13 maggio 1999 contro la guerra della NATO e di D’Alema in Jugoslavia. Ben oltre le stesse pesantissime richieste del PM (dai 4 ai 5 anni).

Quel giorno il corteo fu caricato duramente sotto il Consolato, con 5 feriti, e ne seguì una giornata di mobilitazione con l’occupazione della sede dei DS.

A distanza di 9 anni con l’unica accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, vengono condannati a 7 anni tutti i compagni. L’unica aggravante è, con lampante evidenza, quella politica; avere manifestato e continuare a manifestare oggi come ieri contro la guerra, la repressione, a fianco dei lavoratori, per l’ambiente, per la giustizia sociale. (Continua)

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LA COOPERAZIONE... AIUTA O SI AIUTA?

Quante volte noi studenti di economia dello sviluppo abbiamo riflettuto sul reale significato e sugli effetti della cooperazione? Molti di noi si sono iscritti al SECI (o all'ESA) pensando di fare i cooperanti, ma non di rado durante il percorso di studi cambiamo idea. Questo non è dettato sempre da prospettive professionali, ma non di rado è il frutto di riflessioni personali. Questa iniziativa nasce dall'idea di mettere in comune i nostri dubbi e le nostre risposte, insieme a chi ha un'esperienza importante nella cooperazione.

Discutiamo insieme dei successi presunti e reali della cooperazione, analizzando casi concreti con:

  Renato Libanora - docente di antropologia dello sviluppo

Alessandro Cocchi - cooperante per anni, adesso ad un dottorato a Perugia 
Diye Ndiaye - dottoranda in antrpologia sociale e etnologia all'EHESS di Parigi 
Elisa Bacciotti - Ufficio Campagne Oxfam International e Ucodep.
 

GIOVEDI' 31 GENNAIO ORE 15 - POLO di NOVOLI - D6/o.o6

seguirà aperitivo

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15 DICEMBRE... A VICENZA CONTRO LA BASE E CONTRO LA GUERRA

no dal molin
Il 15 dicembre 2007 i Comitati popolari che a Vicenza si battono contro il progetto di nuova base militare Usa nella città , hanno convocato una manifestazione di carattere europeo per ribadire un no chiaro alle basi ed alle politiche militari. (Continua)

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