DENUNCE PER LA FESTA AL POLO
L'ormai ben nota questione delle feste dei Collettivi di Scienze Politiche ed Economia al Polo delle Scienze Sociali di Novoli è
approdata al suo preoccupante epilogo di denunce.
Apprendiamo infatti dai giornali di questa mattina che i “vertici” del Collettivo Politico di Scienze Politiche e del Collettivo FuoriLOGO* di Economia sono formalmente accusati di aver violato gli articoli 659 e 666 del codice penale (disturbo della quiete pubblica, spettacoli non autorizzati), la legge regionale 28/2005 all’articolo 103 (divieto di somministrazione di bevande) ed il Codice della Strada all’articolo 20 (occupazione di area pubblica).
A questa sfilza di accuse noi non possiamo che contrapporre la nostra analisi dei fatti in quanto ciò che di più grave è avvenuto la notte del 5 giugno 2008 è stato volutamente tralasciato da tutti i mezzi di comunicazione fiorentini, troppo impegnati a cavalcare la notizia di un gruppo di studenti-balordi impegnati a riempire di “vomito e feci” il quartiere di Novoli.
L’arrivo improvviso durante la festa di una quindicina di agenti con tanto di guanti “pronto intervento” è un atto intimidatorio inaccettabile all’interno di una struttura universitaria, un atto che assume una nota sinistra alla luce di quella che è la nostra presenza all’interno dell’Università.
Non siamo mai stati vicini ad ambienti festaioli tipo “rave”, non siamo assimilabili a questo tipo di Asocialità.
Il nostro intento specifico nel caso in questione è stato quello di riportare alla vita uno spazio, il Polo universitario di Novoli, che nasce dalla speculazione edilizia di FIAT (come più volte abbiamo denunciato) e “vive” di sfruttamento della prostituzione.
La riappropriazione degli spazi universitari è un obbiettivo che da tempo ci siamo posti, quanto mai urgente alla luce del legame indissolubile che esiste tra le riforme Universitarie e l’organizzazione architettonica del Polo di Novoli. L’apprendimento improntato ad un criterio di produttività, formalizzato nel concetto di credito formativo, si riflette pienamente nelle forme del polo di Scienze Sociali. Qualsiasi afflato di socialità e di conflitto politico è escluso dallo spazio fisico, dove a presidiare il grigio del cemento brilla l’occhio di vetro delle telecamere, o la presenza ingombrante di cow-boys legalizzati con tanto di “ferro” in tasca. Dietro alla difesa del “pubblico decoro” si nascondono le necessità del sistema delle imprese, alle quali occorre un’Università pacificata, asettica e produttiva.
La dirigenza accademica tenta di gestire il problema degli spazi come un problema tecnico, affidando la “gestione” del dissenso a piccoli burocrati come il dirigente Simone Migliarini, o come un problema di ordine pubblico, lasciando le Forze del Disordine spadroneggiare tranquillamente per le strade del Polo, ma la finzione legalitaria cade di fronte all’enormità del problema politico.
NOVOLI è UN LUOGO VOTATO ALLA REPRESSIONE DELLA SOCIALITA' E ALLA SOPPRESSIONE DI QUALSIASI FORMA DI LOTTA POLITICA AUTORGANIZZATA.
Ma noi non ci stiamo.
Continueremo sempre a praticare l’antifascismo, l’internazionalismo, l’antisessismo, la lotta allo sfruttamento aldilà dei margini angusti della rappresentanza, oltre i limiti delle bacheche.
RIPRENDIAMOCI I NOSTRI MURI, LE NOSTRE STRADE,
LE NOSTRE FACOLTA'!
DETERMINIAMO NOI QUELLO CHE CI APPARTIENE!!!
