CHIUDONO LE FABBRICHE... CHIUDONO L’ELECTROLUX
DALL'ELECTROLUX ALLA
DELOCALIZZAZIONE
PRODUTTIVA
ne discutiamo con gli operai dell'Electrolux e con
Leonardo Bargigli (ricercatore presso l’Università di Firenze)
L’Electrolux ha ufficializzato il gelido piano di ristrutturazione aziendale che le “consentirà di recuperare i margini di produttività”, nel settore della produzione di frigoriferi. Dietro queste parole si nasconde la chiusura dello stabilimento Zanussi di Scandicci, con la perdita di 450 posti di lavoro, ed il ridimensionamento di quello di Susegana (Tv), che interessa 300 operai ed operaie.
Ma le fabbriche non chiudono, si spostano. Dietro la retorica del favorire le necessità della globalizzazione si nasconde la ricerca di forza-lavoro a basso costo da sfruttare, oggi nell’Est Europeo ed in Asia, domani in Turchia, Afghanistan ed Iraq. La delocalizzazione produttiva è solo una faccia dello stesso prisma, la strategia padronale per lo sfruttamento capitalistico, che comprime i salari e moltiplica i profitti a colpi di esternalizzazioni, ristrutturazioni e precarietà, con il sostanziale avallo della triade sindacale confederale.
