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CONSIGLIO DI FACOLTA': ANNO NUOVO, VITA NUOVA!

Sarà colpa dell’avvento delle festività natalizie, sarà colpa di questo mese di dicembre che in un attimo arriva già alla fine, ma in tutti i suoi 31 giorni non si è riunito il Consiglio di Facoltà. 

Sarà perché non c’erano cose importanti da dibattere? No, direi, perché il Preside ha convocato convocare la Giunta di Facoltà (il cosiddetto governino, costituito da pochi professori, tutti molto vicini al Preside e da pochi studenti) per approvare il bilancio preventivo per il 2007 e per affrontare altre questioni importanti come la programmazione didattica e la presentazione delle domande di laurea.

Quisquiglie. Com’è che per dibattere argomenti così importanti si bypassa l’organo più importante e cioè il Consiglio di Facoltà? Com’è che pure in Giunta non c’è mai un reale dibattimento volto a trovare le soluzioni migliori e più condivise? Com’è che la documentazione necessaria per esprimere la propria posizione e il proprio voto spesso non è disponibile? Sarà mica che la Presidenza vuol fare quello che gli pare?

Questa storia, che si ripete da tempo, è causata dal fatto che non esiste alcun regolamento che regoli la convocazione, le modalità assembleari e quelle decisionali degli organi interni. Niente impone al Preside, che, secondo l’art. 17 dello Statuto d’Ateneo, convoca e presiede il Consiglio e la Giunta, di rispettare regole semplici per poter dare senso al ruolo di chi rappresenta docenti, ricercatori e studenti affinché possano svolgere il proprio compito negli organi della facoltà.

  1. - Convocare le assemblee con un determinato preavviso

  2. - Fornire per tempo il materiale necessario e un comprensibile ordine del giorno

  3. - Regolare le possibilità di presentazione di mozioni

  4. - Definire in modo coerente e univoco le questioni che debbano interessare l’intero Consiglio di Facoltà in modo da limitare e indirizzare il potere della Giunta e della Presidenza.

Ci pare francamente inaccettabile che il bilancio della nostra facoltà debba essere sottoposto soltanto all’approvazione della giunta. Pensate ad un documento di programmazione economica e finanziaria, la cosiddetta finanziaria, scritta dal governo e poi approvata solo dal governo stesso senza la presentazione in parlamento. Ma per favore. Un minimo di serietà, un minimo di coerenza, un minimo di trasparenza. Un minimo. Non è possibile rassegnarsi ad una situazione in cui il Consiglio di Facoltà è svuotato di ogni reale ruolo di indirizzo e privato della sua natura più fondamentale e primaria di luogo politico per ogni discussione e decisione. E’ così che partiamo all’attacco. Parte per mano dei FuoriLOGO la rinobilitazione del Consiglio. Ci presenteremo armati di una sequela di mozioni nei prossimi Consigli di Facoltà, costringeremo l’assemblea tutta al dialogo e alla presa di posizione, le ridoneremo capacità decisionale, sveglieremo i professori che si addormentano e costringeremo gli assenteisti alla partecipazione ridonando onore e lustro a quest’organo di cui dovranno essere orgogliosi di far parte. Forzeremo il Preside ad ascoltarci e a trattare gli argomenti da noi proposti –dato che non c’è un regolamento che ci vieta di inserire mozioni a piacimento– ; lo forzeremo a seguire gli incarichi e i compiti individuati dal Consiglio. O almeno, a fare tutto questo, ci proveremo. Il piano di battaglia però ce l’abbiamo davvero. Le questioni che più ci stanno a cuore e che porteremo tramite l’utilizzo di apposite mozioni in Consiglio di Facoltà sono:

L’Arredamento Esterno: chiederemo che sia portata avanti con l’impegno di tutto il Consiglio la petizione “Cemento Comodo” già firmata da 800 studenti.

Il Regolamento del CdF: chiederemo la composizione di una commissione per la redazione di un regolamento interno agli organi di Facoltà, poiché scrivere regole è come sancire possibilità e diritti e impedire prevaricazioni e nefandezze.

L’Appello di laurea di settembre: chiederemo che sia ripristinata la possibilità di laurearsi sia in settembre che in dicembre, la soluzione ottobre-novembre proprio non ci ha soddisfatti.

Gli Spazi di Aggregazione: la volontà di vivere l’università non solo come mero luogo d’apprendimento frontale continua ad accompagnarci. Vogliamo l’apertura serale-notturna, una tantum, dei locali del nostro polo per aperitivo, convegno, cineforum, mostra fotografica, festa o concerto che sia.

Il Risparmio Energetico: chiederemo lo spegnimento notturno delle luci che attualmente rimangono accese all’interno degli edifici per far ristagliare il nostro bel polo. Il peso sul bilancio della corrente elettrica è assai considerevole e lo spreco di energia senza giovamento alcuno va evitato.

La Segreteria Studenti: più che la sua ubicazione, che rimane inconcepibile, ci interesseremo al suo funzionamento, alla costante carenza di personale che genera disservizi e ritardi a noi studenti. Premeremo per una riorganizzazione e un incremento di personale.

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