BENI COMUNI
Vogliamo soffermarci su un tema sempre più attuale ed urgente: i beni comuni. Abbiamo iniziato questo percorso il 13 dicembre scorso organizzando una assemblea su quello che è forse il bene comune più importante: l'acqua. In quell'occasione abbiamo avuto modo di parlare con Angel Hurtado, uno dei protagonisti della protesta di Cochabamba (2000), con la quale il popolo boliviano costrinse il suo governo a ritirare la legge che permetteva la privatizzazione dell'acqua di quella terra ed il suo acquisto da parte di alcune multinazionali. Con questa ed altre lotte i popoli indigeni dell'America del Sud ci insegnano che occorre respingere con forza l'idea che al mercato debba essere affidata la gestione di ogni aspetto dell'attività umana.
Nella società globalizzata sembra che ciò che non si può misurare in termini monetari non abbia importanza, che sia privo di qualsiasi valore. In questa nostra società abbagliata dai miglioramenti nel benessere individuale conseguiti grazie agli enormi progressi tecnico-scientifici del secolo scorso, è divenuta egemone la convinzione che il progresso di una comunità sia sintetizzabile attraverso il P.I.L. e quindi che un paese è tanto sviluppato quanto più riesce a far aumentare il prezzo (valore aggiunto) dei beni che produce.
(Continua)
Dal 2001 nella Comunita' Zapatista de La Realidad e' stata installata una turbina che garantisce ininterrottamente la corrente elettrica. Ora dopo 5 anni e' necessario cambiare dei pezzi ed approntare una grossa opera di manutenzione... servono circa 20.000 euro. Questa somma e' necessaria per garantire il funzionamento e il potenziamento della turbina.La turbina e' uno dei progetti piu' importanti di cooperazione con le comunita' zapatiste perche'è ne garantisce l'autonomia e permette lo sviluppo di molte iniziative: dalla salute all'educazione, dall'informazione alla produzione. E' opportuno segnalare anche le evidenti implicazioni politiche della questione: il Governo Messicano infatti "compra" le famiglie piu' povere concedendo loro denaro ed energia elettrica in cambio di uomini che si arruolano come paramilitari e per denaro uccidono i loro stessi compagni indigeni, e di donne costrette a prostituirsi per la gioia dei militari dell'esercito messicano. Chi non si e' lasciato comprare adesso si trova al buio.
Vicenza è salita prepotentemente alla ribalta delle cronache, negli ultimi tempi. Purtroppo non per le bellezze architettoniche o paesaggistiche che la contraddistinguono, ma perché questa città è stata scelta, all’insaputa dei suoi abitanti, per diventare lo snodo principale delle politiche militari statunitensi.