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UNIVERSITA': QUALE FUTURO?

Nel 2004 l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti decise di operare l’ennesima riforma a costo zero delle università (il DM 270/04), che andava a rivedere tutto l’impianto della didattica. Molte facoltà bloccarono questo processo di revisione, altre iniziarono a rimettere in discussione l’impianto dei corsi. Nello specifico, le modifiche introdotte sono:

- Percorso a “Y”: Il 3+2 diventa un 1+2+2: i corsi della laurea triennale attivati all'interno della medesima classe, dovranno prevedere 60 CFU in comune alla classe ed in seguito differenziarsi. A differenza del precedente decreto, che prevedeva che la laurea triennale fornisse contenuti professionalizzanti e metodologici, questo impone che il corso di laurea sia articolato in un percorso professionalizzante staccato dal metodologico.

- Laurea “Magistrale” da 120 CFU: la laurea specialistica diventa “magistrale” e non sarà più un percorso unico con la triennale. Le lauree magistrali vivranno così di vita propria: chi ha interesse a svendere la didattica agli interessi privati sarà libero di farlo!.

- Criteri d'accesso: viene introdotto uno sbarramento per l'accesso alle lauree magistrali. Con specifici criteri di selezione, le università decideranno chi ammettere ai corsi di studio, valutando la preparazione dello studente. Cosa succede a chi ha seguito un percorso formativo se i criteri di accesso non lo giudicheranno idoneo a proseguire gli studi?

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CONSIGLIO DI FACOLTA': ANNO NUOVO, VITA NUOVA!

Sarà colpa dell’avvento delle festività natalizie, sarà colpa di questo mese di dicembre che in un attimo arriva già alla fine, ma in tutti i suoi 31 giorni non si è riunito il Consiglio di Facoltà. 

Sarà perché non c’erano cose importanti da dibattere? No, direi, perché il Preside ha convocato convocare la Giunta di Facoltà (il cosiddetto governino, costituito da pochi professori, tutti molto vicini al Preside e da pochi studenti) per approvare il bilancio preventivo per il 2007 e per affrontare altre questioni importanti come la programmazione didattica e la presentazione delle domande di laurea.

Quisquiglie. Com’è che per dibattere argomenti così importanti si bypassa l’organo più importante e cioè il Consiglio di Facoltà? Com’è che pure in Giunta non c’è mai un reale dibattimento volto a trovare le soluzioni migliori e più condivise? Com’è che la documentazione necessaria per esprimere la propria posizione e il proprio voto spesso non è disponibile? Sarà mica che la Presidenza vuol fare quello che gli pare?

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FACOLTA' DI ECONOMIA: AMPUTATE LE LAUREE SETTEMBRINE!

ecoCavolo ragazzi, uno non può distrarsi un attimo che subito pim-piri-pim-pum-pam [omissis]…

Siamo rimasti un po’ stupiti e sconcertati quando, in un incontro informale poco prima dell’inizio di un Consiglio di Facoltà, il Preside di Economia appena rieletto, Prof. Giampiero Nigro, con voce “abilmente” dispiaciuta, ci fa le scuse per la questione dello spostamento dell’appello di Laurea di Settembre. Il Preside si dispiaceva più che altro per i ritardi di comunicazione e per le difficoltà di pubblicizzazione delle nuove disposizioni e delle nuove scadenze. Arrivare a tutti gli studenti non era possibile, secondo lui, in tempi così brevi, e si augurava che il buon senso di alcuni professori potesse risolvere le problematiche burocratiche dei singoli studenti. Come dire, qualche “verbalizzazione all’italiana” e si rimette tutto a posto!

Il nostro sconcerto andava invece ben al di là; la carenza di informazione era il problema minore. L’amputare con nonchalance le sessioni di laurea di settembre e dicembre per inserirne una soltanto a cavallo tra ottobre e novembre c’è parsa cosa assai più grave. La fusione dei due appelli di laurea in uno unico fu decisa in Giunta di Facoltà, senza alcuna discussione in Consiglio, un giorno in cui mancammo alla convocazione e la questione passò senza che, da verbale, nessuno degli altri rappresentanti degli studenti (sono presenti in Giunta insieme a FuoriLOGO, ListaAperta e SinistraUniversitaria) prendesse parola. Per gioia del Preside l’unanimità fu legge.

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QUESTIONI & QUESTIONARI: NEI MEANDRI DEI CORSI DI LAUREA PER UN MIGLIORAMENTO LENTO

?Molto spesso, e molto spesso a ragion veduta, la struttura organizzativa della nostra Università ci appare come arcana, assai poco trasparente e fatta apposta per appesantire e rendere difficoltoso qualsiasi riassestamento migliorativo.

Ebbene, noi rappresentanti che tentiamo di relazionarci con queste strutture, con gli organi direttivi, coi responsabili, con commissioni e consigli, con presidenti e presidi, dirigenti e amministratori, rubiamo questo spazio per portarvi una piccola testimonianza, per trasmettervi un piccolo barlume di speranza.

All’interno del grande macchinoso ingranaggio, c’è qualche leva che si muove. Come saprete ogni corso di laurea ha la propria Giunta di CdL con il suo Presidente e con alcuni rappresentanti degli studenti. Quello che forse non sapete è che ormai da anni è pure istituita una Commissione Paritetica per la Didattica composta da due rappresentanti degli studenti e da due professori (molto spesso si tratta di quei professori che hanno più a cuore le sorti della nostra Facoltà e della nostra istruzione). Questa commissione, ovviamente priva di potere decisionale, ma fondamentale per quanto riguarda l’individuazione dei problemi più acuti del nostro apparato didattico, si fa portatrice in Giunta delle mancanze e delle deficienze di alcuni corsi – e quindi di alcuni professori.

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