NEOLIBERISMO E GLOBALIZZAZIONE: UN'ALTRA ECONOMIA E' ANCORA POSSIBILE!
Vogliamo tornare a parlare di due fenomeni che sono stati sulla bocca di molti a cavallo del nuovo millennio e che adesso sono relegati in secondo piano da problemi apparentemente più gravi: la guerra imperiale permanente ed il terrorismo internazionale.
Intendiamo alzare per un momento il velo insanguinato del conflitto e guardare cosa c'è sotto a questo diversivo, volontario o casuale che sia. Innanzitutto sono due concetti diversi: la globalizzazione è un fenomeno connaturato al capitalismo, un fenomeno di progressiva integrazione economica dei sistemi economici nazionali e locali che ha inizio con la rivoluzione industriale e con quella dei trasporti, un fenomeno quindi in larga parte inarrestabile, che si può solo rallentare con misure protezionistiche.
Il Neoliberismo, invece, è una filosofia economica con una base teorica che auspicando un ruolo egemone del mercato in economia, prevede un insieme di politiche economiche su diversi fronti quali le privatizzazioni , lo smembramento dello stato sociale keynesiano, la diminuzione dell'imposizione fiscale, la flessibilizzazione dei contratti lavorativi, l'apertura dei mercati globali. Si tratta di concetti in qualche modo collegati dal momento che il neoliberismo "puro" facilita la globalizzazione delle economie nazionali.
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Fu una rivoluzione messicana ad aprire un secolo di rivoluzioni quale è stato il Novecento. Contadini, allevatori, banditi, meticci e indigeni, si ribellarono per salvaguardare il proprio modo di vivere tradizionale, per affermare la propria libertà, per mantenere le proprie antiche strutture sociali e comunitarie; giunsero a conquistare la capitale. Invitato a sedere sul seggio rimasto vuoto di Presidente del Messico chi li guidava si rifiutò e fece ritorno al pueblo.
Lo scorso autunno fu una stagione davvero calda per l'Università italiana. Studenti, lavoratori e ricercatori per molte settimane manifestarono contro il DDL Moratti che stava per essere approvato dal parlamento. Tra occupazioni, assemblee e scioperi in molti atenei italiani, la protesta arrivò persino al Polo di Novoli dove il nostro Collettivo organizzò, insieme ad altri Collettivi e liste di sinistra ed a tanti studenti arrabbiati, un funerale per celebrare la morte dell'Università Pubblica 