IL NOSTRO PRIMO MAGGIO
Ci sarebbe da domandarsi cosa ci sia da festeggiare dopo anni di riforme pagate a caro prezzo con licenziamenti, precarietà e riduzione dei salari e dopo decenni di arretramenti sul terreno dei diritti e della sicurezza sul lavoro. Il 1° Maggio, nato alla fine dell'800 dalla lotta per le 8 ore giornaliere a parità di salario, rappresenta da sempre un momento sì di festa ma, soprattutto, di rivendicazione e denuncia da parte di tutti i lavoratori, uniti idealmente da un legame di solidarietà internazionale.
Oggi, di fronte alla sostanziale uguaglianza delle politiche dei recenti governi di centrodestra e centrosinistra e dopo la progressiva perdita di credibilità di CGIL CISL UlL che, appoggiando riforme liberiste del mercato del lavoro, hanno contribuito a generare precarietà e insicurezza, crediamo che proprio la giornata del 1° maggio debba essere l'occasione perché i lavoratori, gli studenti, gli immigrati e tutti coloro che subiscono quotidianamente le conseguenze di tutto questo, tornino ad essere protagonisti, esprimendo in prima persona quelle che sono le loro rivendicazioni e le loro aspettative e cercando di rafforzare il naturale legame di solidarietà che li unisce. (Continua)

