UNIVERSITA': QUALE FUTURO?
Nel 2004 l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti decise di operare l’ennesima riforma a costo zero delle università (il DM 270/04), che andava a rivedere tutto l’impianto della didattica. Molte facoltà bloccarono questo processo di revisione, altre iniziarono a rimettere in discussione l’impianto dei corsi. Nello specifico, le modifiche introdotte sono:
- Percorso a “Y”: Il 3+2 diventa un 1+2+2: i corsi della laurea triennale attivati all'interno della medesima classe, dovranno prevedere 60 CFU in comune alla classe ed in seguito differenziarsi. A differenza del precedente decreto, che prevedeva che la laurea triennale fornisse contenuti professionalizzanti e metodologici, questo impone che il corso di laurea sia articolato in un percorso professionalizzante staccato dal metodologico.
- Laurea “Magistrale” da 120 CFU: la laurea specialistica diventa “magistrale” e non sarà più un percorso unico con la triennale. Le lauree magistrali vivranno così di vita propria: chi ha interesse a svendere la didattica agli interessi privati sarà libero di farlo!.
- Criteri d'accesso: viene introdotto uno sbarramento per l'accesso alle lauree magistrali. Con specifici criteri di selezione, le università decideranno chi ammettere ai corsi di studio, valutando la preparazione dello studente. Cosa succede a chi ha seguito un percorso formativo se i criteri di accesso non lo giudicheranno idoneo a proseguire gli studi?
(Continua)